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L’Abbazia fu fondata per volere di Willa, vedova del conte Pepone I di Sarteano; infatti Willa diede in donazione al monaco Rodolfo dell’Abbazia San Salvatore al Monte Amiata le terre e i boschi di Spineto, la collina delle Moiane e le terre limitrofe; il suo intento era assicurare a quel tempo un continuo e regolare svolgimento delle pratiche religiose che in precedenza parroci secolari non avrebbero potuto garantire.
Il Monaco Rodolfo immediatamente diede inizio alla costruzione dell’Abbazia e all’organizzazione della vita religiosa dei monaci. Era l’epoca del Monachesimo: era un fiorire in quell’epoca di monasteri ed abbazie in ogni regione della penisola; nel periodo centrale del Medio Evo, accanto feudi dei signori sorsero feudi religiosi governati dagli abati.
Intorno alle abbazie si sviluppò l’agricoltura, l’artigianato si perfezionava, si sperimentava l’arte della tessitura e della tintura... così veniva realizzato nel periodo d’oro del Monachesimo, un modello di governo sia spirituale che civile.
La vita all’interno dei confine dell’Abbazia di Spineto era silenziosa e pacifica dedicata alle pratiche religiose, alle attività di amanuensi e all’agricoltura; fuori le potenze feudali si impegnavano in sanguinose lotte che non potevano aiutare ma comunque toccarono anche l’Abbazia.
In tempi diversi l’Abbazia si pose sotto la protezione di Orvieto, la Repubblica di Siena e il Ducato di Firenze; fu Ospedale (ospitale nel senso medioevale del termine) e finalmente fu inserita nell’Ordine Cistercense dal Papa Urbano VIII.
Gli attuali proprietari acquistarono l’Abbazia nel 1989 e iniziarono un lungo periodo di restauro di oltre quattordici anni che ha portato ad un complete recupero dell’edificio monastico e di dodici poderi che fanno parte della proprietà. Circa mille anni dopo la sua nascita, la nuova vita dell’Abbazia appare come l’ideale proseguimento del passato, un’evoluzione di quanto l’Abbazia aveva rappresentato per il territorio.
I proprietari hanno destinato l’Abbazia a incontri di studio e di lavoro, aprendola in esclusiva per gli ospiti impegnati in quelle attività; vanno realizzando giorno dopo giorno un progetto di riuso innovativo di spazi già dedicati in passato allo studio, alla cultura e all’agricoltura.
Le antiche mura sono state restaurate , gli spazi sono stati reinventati per rispondere alle esigenze di oggi, ma la maggiore cura e attenzione è stata dedicata alla salvaguardia dell’anima del luogo.